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PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Il centro èdisposto su uno scosceso promontorio digradante sul lago, protetto da un cerchio di verdi colline coltivate a vite e a olivo.

Castello conteso per la posizione strategicamente rilevante in relazione alle comunicazioni con Perugia e il nord, rivela nell'odierno assetto le fasi di formazione avviate dalla costruzione della Rocca, con superstiti tratti della cortina muraria dotata di porte e torri (emergente la trecentesca torre di Ponente, triangolare).

Di particolare rilievo la primitiva pieve del patrono San Cristoforo, citata in un diploma di Federico I nel 1163 ma di più antica fondazione (X-XI secolo), a tre navate con pilastrature e semicolonne di fattura alto-medievale.
L'interno conserva in buona parte l'apparato decorativo costituito da un insieme di figure di santi ex voto, affrescate sulle pareti nella prima metà del '400, che costituiscono un'interessante documentazione della società rurale del tempo e dell'evoluzione del gusto e dello stile dal tardo gotico alla lezione rinascimentale di Benedetto Bonfigli, a un seguace del quale sono attribuiti i SS. Clemente e Caterina (1446).
Su un pilastro, frammentario Santo Vescovo del XIII secolo.
Nella sagrestia, piccola raccolta di materiali archeologici provenienti da tombe romane e dalla necropoli scavata nella zona del cimitero.

In uscita dall'abitato si incontra il Santuario della Madonna dell'Oliveto, edificato nel 1582-86 su probabile progetto del cortonese Mariotto Radi.
All'interno opere pittoriche di Salvio Savini (seconda metà sec. XVI) e una miracolosa Madonna col Bambino dell'ambiente di Bartolomeo Caporali, situata all'interno di una pregevole macchina d'altare in arenaria.

Nel medievale borgo di Castel Rigone si incontra il Santuario della Madonna dei Miracoli tra i capolavori del Rinascimento umbro.
L 'edificio fu realizzato nel 1494 col contributo del Comune perugino a protezione dalla peste ed ebbe l'intitolazione a Maria Santissima dei Miracoli per volontà del Papa Alessandro VI.
Tutto in arenaria, è opera di ignoto architetto che si ispirò alla Madonna del Calcinaio di Cortona ad opera di Francesco di Giorgio Martini.
Nell'armoniosa facciata, si apre il portale con ricche candelabre e lunetta adorna di una Madonna col Bambino e i SS. Agostino e Bartolomeo.
All'interno opere di scuola umbra e toscana tra i secc. XVXVI.


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